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Cristiano’s SWISSMAN Story 2014-10-24T19:43:41+00:00

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Cristiano’s SWISSMAN Story

[/heading][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=“1/1″][vc_column_text]Diario di un atleta:

3 ore di sonno dalle 22.00 alle 01.00 mi sento comunque riposato e nel B&B a Cannobio mi scaldo la colazione: latte di avena… crusca di avena…fiocchi d’avena…qualche albicocca disidrata e tanta forza di volontà per apprezzarne il sapore…
In zona cambio alle 3.00 preparo con il mio supporter bici e tutto l’abbigliamento necessario per affrontare eventuali cambi climatici improvvisi. Lasciamo la zona cambio per dirigerci al molo…indosso la muta e osservo il traghetto che mi porterà sulle isole di Brissago a 3800 m dalla spiaggia di Ascona. Insieme a Massimo, Daniele, Walter e Costantino saliamo sul traghetto. Il viaggio sembra interminabile ma sono rilassato…non ho paura del buio, del lago, del vento… voglio liberare ogni cavallo guadagnato in un anno di sacrifici e raggiungere quelle montagne…quella montagna ! Intorno a me 249 amici mi fanno sentire bene.

Infiliamo gps nella muta ed un led luminoso nella cuffia, scendiamo sull’isola immediatamente entriamo in acqua. Mi porto in prima fila, cosciente del fatto che potrei essere travolto alla partenza, me ne frego, faccio un giro su me stesso, ascolto il silenzio e osservo le teste illuminate come stelle cadute nel lago… punto gli occhi davanti a me alla ricerca del faro, il mio unico riferimento per i prossimi 3800 m.

Due barche ci allineano, alle 5.00 il forte suono di un campanaccio frantuma l’acqua, è la partenza !
Parto deciso ma con la testa più fuori che dentro l’acqua nell’attesa che mi sorpassi un nuotatore più veloce… eccolo è lui ! Mi fiondo dietro, testa sotto e come uno squalo correggo costantemente la mia traiettoria seguendo la sua…seguo il suo odore. Non deve stancarsi… deve tirarmi fino alla spiaggia, ho bisogno delle sue forze e limitare le mie nella frazione più temuta. Il buio scompare e a 1 km dalla spiaggia si alza il vento…faccio fatica a tenere il ritmo ma mi sento bene e finalmente arrivo in 56 min alla 48 Pos. (stimavo 1 h 15 min).

Entro di corsa in zona cambio…non trovo la bici, perdo l’orientamento perché, a causa del vento, le bici erano state messe a terra. Il mio supporter mi aiuta nella vestizione, mi infila in bocca una barretta di frutta secca e dopo averla spinta giù a fatica gli dico: sto benissimo, Eli ho fatto il bagnetto !

Parto con la bici, rapporti agili per riscaldare le gambe mai mosse durante la prima frazione. Dopo un paio di km senza guardarmi alle spalle vedo a 500 m pochi ciclisti, la scia in questa frazione è vietata li supero e con fatica cerco di uscire dalla città seguendo le minuscole indicazioni dell’organizzazione… si formano inevitabilmente dei gruppetti… nessuno vuole strafare e spingere… ci si affianca e si scambiano energiche pacche sulle spalle ! ognuno di noi vuole crederci… Tutti sanno cosa li attenderà dopo i 70 km ! In qualche modo cerco di chiamare il mio supporter che si porta a 63 km dalla partenza dove la pendenza incomincia ad aumentare… mi passa la prima mela ! Incomincia la salita verso Gottardo, le gambe girano bene un ragazzo dell’est Europa mi dice… tu, 62 kg di peso aspetti la salita vero ? Mi son sempre chiesto come avesse potuto indovinare il mio peso ! Dopo una serie di lunghi tornanti ritrovo ancora il mio supporter…questa volta albicocche disidratate e rabbocco borracce…nessun gel e via si riparte !

Inizia il Tremola una serpentina di 9 km in pavé tutta in salita che vista da lontano mette i brividi… non supero e non vengo superato… dall’alto osservo e conto i tornanti conquistati e senza rendermi conto raggiungo finalmente la quota 2106 m .Abbandono il pavé e incontro nuovamente il mio supporter in compagnia dei supporter di Daniele. Centinaia di persone applaudono la fine della prima ascesa, sgancio una scarpa metto l’antivento, mi faccio passare due albicocche, dalla borsa frigo poi rompo un pezzo di cioccolato ancora avvolto dall’alluminio e mi lancio in una discesa di 9 km ad una velocità mai provata…raggiungo i 90 km orari, sento vibrare il telaio e freno dolcemente per impostare il primo di tanti tornanti. Davanti a me un paio di atleti lasciano nell’aria l’odore delle frenate al carbonio, in pochi minuti raggiungo quota 1495 m, qualche km di pianura mi serve per alimentarmi mangio il cioccolato insieme all’alluminio che lo avvolgeva… me ne accorgo solo dopo averlo masticato accuratamente… quello che ho fatto successivamente lo potete immaginare.

Riparto nuovamente alla conquista del Furkapass a quota 2436m. Una salita costante di 12 km interminabile…
Durante l’ascesa il mio supporter mi affianca, gli chiedo di prepararmi mezza borraccia di glutammina e vitamina C. Le gambe girano ancora bene e al primo punto di sosta mi passa il carburante…
Mi avvicino alla cima del Furka con il fiato corto… l’aria è rarefatta ma oramai ci sono. Mi fermo un minuto per mangiare l’ennesima mela e riparto per una nuova discesa di 10 Km fino a quota 1736m. Nessuna sosta nessuna pianura si risale al Grimselpass a quota 2164 per 10 km. Al primo metro della salita chiedo al supporter ancora mezza borraccia di glutammina ma purtroppo ne devo fare a meno, forse non ci capiamo, forse gli scarsi punti di sosta sul percorso agguanto la borraccia alla fine della salita…

Inizia la discesa più lunga (15km) e spettacolare. ..mi fiondo come un proiettile distendendomi sulle prolunghe, intercetto 2 atleti che mi precedono e li supero spingendo forte sui pedali…

Il supporter mi segue a 300 m di distanza, insieme proseguiamo per 5 km degli ultimi 20 alla T2, breve tratto in salita poi le nostre strade si separano per ritrovarsi in zona cambio… affronto 15 km in pianura, un rettilineo che attraversa piccole case sparse nei campi, piccoli ranch e bestiame. Sento l’interno delle ginocchia doloranti… la salita ha lasciato il segno… ho il sedere tutto infiammato e insieme ad altri due atleti entro in zona cambio… cerco il mio supporter… non vedo il mio supporter… non trovo il mio supporter… chiamo il mio supporter che mi dice “ non dirmi che sei già li“. Ho l’adrenalina a mille… attendo 2 min la richiamo…sta arrivando. Approfitto dei 15 minuti per rilassarmi ma prima di tutto osservo l’atleta giunto in T2 insieme a me partire lentamente di corsa con il suo supporter dotato di zaino carico di provviste, lo seguirà come tanti altri con la MTB. In quel momento leggo il suo nome sul pettorale e mi prometto di superarlo nei primi km…

Arriva il mio supporter, purtroppo non abbiamo la MTB e quindi devo caricarmi dello zaino con la borraccia piena fino all’orlo e partire da solo… sono le 14.00 il caldo è nauseante. Il mio supporter mi chiede se dovrà sostare nelle tappe intermedie ma gli dico di aspettarmi tranquillamente al 36 Km perché nella mia testa in quel preciso istante, a 44 Km dal traguardo avevo già la consapevolezza di averlo raggiunto. Parto subito in salita entro nel bosco passo alle spalle cascata apprezzando le goccioline depositate sulla mia pelle e corro per 10 km ad una media di 4’30“ al km…

Recupero diverse posizioni, sorpasso alcuni atleti… sorpasso quell’atleta ! Alcuni, stanno già camminando a fianco dei loro supporter. Non mi sento solo… ho il mio zaino…ho la mia preziosa borraccia, non ho bisogno d’altro !
Il caldo è padrone e attraversando piccoli centri abitati riempio la mia borraccia nelle fontane, proprio in una di queste osservo un atleta disteso dentro come in una vasca da bagno. Il mio ritmo scende a 5’15“ al km… al 20 km con quel caldo non posso pretendere di più dal mio corpo, la mia mente invece non sente caldo e stanchezza, lei vuole portarmi solo lassù. Desideravo tantissimo una coca cola fresca con una fetta di limone…

Arrivo al 21 km e il mio supporter mi sorprende con la sua presenza, mi chiede se voglio mangiare ma chiedo solo una coca cola. Ovviamente non l’aveva ma una gentile signora mi offre una mezza bottiglietta abbandonata al sole, ringrazio e bevo una calda e schiumosa bibita. Riparto e convinco il mio supporter di raggiungere il 36 Km, il punto da cui partiremo insieme per gli ultimi 8 km con dislivello positivo di 1000m. Dal 21 km al 36 Km mi trovo completamente al sole, cerco i pochi metri d’ombra offerti dalle piante respirando un‘ immaginaria freschezza e lentamente asciugato dal sole trovo il mio supporter meravigliosamente vestito da trail runner. Il check Point scrupolosissimo controlla accuratamente la presenza di tutto il materiale obbligatorio…partiamo !

Inizia subito la salita ed io vengo travolto da una nausea improvvisa… non riesco a camminare in salita, preferirei correre ma la pendenza rende tutto impossibile. Veniamo superati da alcuni atleti ed il mio supporter aumenta il passo, non ci sta, non accetta una temporanea sconfitta. Prego il supporter di non accelerare… sto male e le dico con un filo di voce di non avere fretta, ci vorranno almeno 2 ore di cammino sfrutteremo quei pochi metri di pianura per correre e superarli…
Altre 2 coppie ci sorpassano, il mio supporter non dice nulla ma leggo ne suoi pensieri il fastidio… non ci parliamo ma ci capiamo e arriviamo a 4 km da un invisibile traguardo. Un minuscolo punto di ristoro realizza il mio desiderio ! Cochina ! Bevo 1/2 bicchiere e la nausea svanisce…ora ci sono… ora andiamo a prenderli…

Inaspettamente corro alcuni tratti in salita ed insieme recuperiamo la ns posizione iniziale. Una coppia di francesi da alcune centinaia di metri tenta il sorpasso… ci riesce e noi facciamo altrettanto fino agli ultimi 300 m dove riusciamo a guadagnare 50 m di vantaggio…

Affrontiamo gli ultimi metri salendo una gradinata in legno ringrazio con un bacio il mio supporter… siamo mano nella mano… siamo solo una persona che calpesta il traguardo con un sorriso e la consapevolezza di aver conquistato l’Ironman più duro al mondo !

P.S. Durante e dopo questa avventura ho ascoltato con emozione persone senza età provenienti da tutto il mondo raccontare le proprie motivazioni, il perché di una scelta così estrema. Ognuna di loro ha una storia da raccontare, nessuna di loro vuole dimostrare qualcosa ad altri… tutti cercano semplicemente la vittoria, quella vera, quella con sé stessi…
Sorrido quando qualcuno mi dice „ma chi te la fatto fare ?“, perché ho portato al limite il mio corpo senza motivo per raggiungere il traguardo ? Nel mio piccolo sono solo un finisher, mi tengo stretto questa piccola grande soddisfazione personale ben consapevole che gli Ironman, quelli veri, sono tra noi, sono quelli che tutti i giorni lottano perché il loro traguardo non arrivi mai…[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=“1/1″][social_buttons facebook=“true“ twitter=“true“][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=“1/1″][fancy-ul icon_type=“font_icon“ icon=“icon-backward“ color=“Accent-Color“ enable_animation=“true“]

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